24 Gennaio – Giornata Internazionale dell’Istruzione

Credo che l’obiettivo principale dell’istruzione non sia trasmettere informazioni, ma insegnare a pensare. (Fabrizio Caramagna)

24 Gennaio – Giornata Internazionale dell’Istruzione

Credo che l’obiettivo principale dell’istruzione non sia trasmettere informazioni, ma insegnare a pensare. Chi pensa riesce sempre a trovare l’informazione di cui ha bisogno. (Fabrizio Caramagna) 

Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell’Istruzione, una ricorrenza che sottolinea il ruolo fondamentale dell’apprendimento nella promozione della pace, dello sviluppo personale e della sostenibilità sociale. L’istruzione è non solo un diritto, ma anche un’opportunità collettiva che richiede la collaborazione tra famiglie, scuole e comunità per guidare le nuove generazioni nella scoperta del mondo.

In questo contesto, l’Istituto G.A. Pischedda, membro delle Scuole Associate UNESCO (ASPnet), promuove un modello educativo aperto, inclusivo e rispettoso dell’ambiente, volto a garantire a ciascuno studente la possibilità di essere protagonista del proprio percorso formativo. L’istituto interpreta l’educazione come formazione di cittadini consapevoli, capaci di partecipare alla vita sociale attraverso relazioni basate sul dialogo, sul rispetto reciproco e sull’equità.

Il tema di quest’anno, “Il potere dei giovani nella co-creazione dell’istruzione”, invita a considerare le nuove generazioni non più come semplici destinatari di nozioni, ma come attori attivi della progettazione educativa. Valorizzare il contributo degli studenti consente alla scuola di evolversi in sintonia con i bisogni reali di chi la vive quotidianamente.

Questo processo di crescita trova origine nel contesto familiare, dove i gesti quotidiani trasmettono valori come empatia, curiosità e rispetto. Su queste basi si costruisce l’esperienza scolastica, concepita come spazio di scoperta in cui il talento individuale viene coltivato e la diversità riconosciuta come risorsa per la crescita collettiva.

L’istruzione contemporanea deve fornire strumenti per interpretare una realtà in continuo cambiamento. Oltre all’alfabetizzazione digitale, al pensiero critico e all’educazione civica, assume crescente importanza l’educazione emotiva: imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, rispettando quelle altrui, contribuisce a formare cittadini responsabili, empatici e resilienti, pronti ad affrontare le sfide globali.

Il successo di questo percorso dipende da un’alleanza tra scuola, famiglia e comunità. Pur rimanendo centrale il ruolo degli insegnanti, il sostegno dei contesti sociali e familiari è essenziale per sviluppare autonomia e fiducia. La Giornata Internazionale dell’Istruzione ricorda infine che i giovani hanno un ruolo decisivo nel cambiamento: attraverso una partecipazione attiva e consapevole, possono trasformare il diritto alla conoscenza in una realtà concreta, equa e duratura, diventando protagonisti di una società più giusta.

La biblioteca scolastica propone suggerimenti di lettura selezionati dalla propria collezione, privilegiando testi di approfondimento sui temi dell’istruzione e dell’educazione. Offre inoltre l’accesso alla biblioteca digitale Biblòh (https://bibloh.medialibrary.it/), che permette di esplorare ulteriori risorse e contenuti multimediali, ampliando le opportunità di riflessione, studio e arricchimento culturale.

 

Consigli di lettura:

  Dato al mondo di Lorenzo Braina.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Un figlio pone precise domande agli adulti chiamati alla sua educazione. Che tu sia una madre o un padre, un insegnante o qualunque altro educatore, queste domande non cambiano. Sono domande alle quali rispondiamo quotidianamente e nel tempo e sono queste risposte a raccontare che educatori siamo. Intorno a queste domande e alle storie di adulti impegnati nelle risposte l’autore del libro sviluppa la sua visione della cura educativa. Di ribelli, rose e grilli parlanti di Lorenzo Braina.

 

Di ribelli, rose e grilli parlanti di Lorenzo Braina.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Questo libro raccoglie storie di educatori che non si sono arresi davanti alle difficoltà. Donne e uomini che ancora popolano le nostre famiglie, le nostre scuole, le nostre palestre o ludoteche e che, contro ogni luogo comune e spesso anche contro ogni apparente logica, continuano a crederci, a non arrendersi, a investire ogni loro energia in educazione e, pertanto, nel futuro. Sono storie di resistenti e di riscatti, di padri e di madri, di figli e di figlie. Storie di vite cambiate grazie alla costante resistenza educativa di chi sa che l’educazione è il vero atto rivoluzionario del nostro tempo.

 

 

Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’ Avenia.

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

 

 

L’appello di Alessandro D’Avenia.

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

 E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa-famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. “L’appello” è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

 

 

L’intelligenza del cuore di Patrizio Paoletti.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Esiste un modo per raggiungere la pienezza e la felicità? Come possiamo capire ciò che vogliamo davvero? E come si può vivere in armonia con se stessi per raggiungere i propri obiettivi e realizzarsi sul piano individuale e sociale? Tutti noi ci poniamo queste domande, e tutti noi vorremmo trovare il modo di riuscire finalmente a decifrare quello che ci dicono il cuore e la mente. Quello che spesso ci dimentichiamo, però, è che la chiave per trovare le risposte che cerchiamo è l’ascolto attento di noi stessi e di ciò che proviamo nelle nostre giornate: anche se spesso ci sembrano indecifrabili, le emozioni sono il segreto per comprendere le nostre aspirazioni più intime e profonde, e rappresentano il ponte di contatto con l’esterno, ciò che ci permette di scoprire ed entrare in risonanza con la realtà in cui viviamo. Patrizio Paoletti – coach ed esperto di sviluppo personale ormai da anni considerato un punto di riferimento in Italia e all’estero nello studio delle emozioni e della realizzazione di sé – delinea in questo libro un percorso originale, ricco di esercizi ed esempi pratici, per comprendere se stessi e iniziare un nuovo cammino di vita. Le più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze, infatti, hanno provato che proprio le emozioni danno forma alla nostra mente, e che lavorando su di esse è possibile dare una svolta alla propria esistenza. Perché, come ci ricorda l’autore, “quando cuore e mente danzano all’unisono scopriamo ciò che vogliamo davvero e come avanzare verso quella meta”.

 

 

Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri di Ivano Dionigi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

La scuola non stampa moneta, non crea lavoro, non garantisce felicità, ma è il luogo in cui si forma la nostra coscienza linguistica, critica, storica, etica, politica. È alla scuola che spetta l’educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, che sono la bellezza, l’unità e la speranza del Paese. Smettiamola di credere che il mondo, come scriveva Eliot, sia «proprietà esclusiva dei vivi», senza trapassati, né posteri. Disegniamo, invece, il volto di una scuola inedita che recuperi i perché interrogativi, che insegni a cogliere la profondità e la relazione tra le cose, che consenta di scoprire il valore del passato e della memoria e al contempo di inventare il mai visto e l’inaudito. “Interrogare, intelligere, invenire”: queste, dunque, le tre ‘i’, i fondamenti su cui costruire la formazione. Per teste ben fatte piuttosto che teste ben piene, come auspicava Montaigne, si deve frequentare il pensiero dei classici, fondativo e al tempo stesso antagonista del presente. Si comprende allora il significato della frase di Manara Valgimigli: «La scuola la fanno i maestri, non i ministri». Per tanti ha significato cambiare le sorti della loro vita perché è solo nel rapporto tra maestro e allievi che si sprigiona il campo di energia dell’educazione. Un’utopia? Una necessità vitale. Possiamo bearci dei trionfi della tecnica, ma è necessario che l’interrogazione di Socrate riequilibri lo slancio di Prometeo.

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24 Gennaio – Giornata Internazionale dell’Istruzione

Credo che l’obiettivo principale dell’istruzione non sia trasmettere informazioni, ma insegnare a pensare. (Fabrizio Caramagna)

24 Gennaio – Giornata Internazionale dell’Istruzione

Credo che l’obiettivo principale dell’istruzione non sia trasmettere informazioni, ma insegnare a pensare. Chi pensa riesce sempre a trovare l’informazione di cui ha bisogno. (Fabrizio Caramagna) 

Il 24 gennaio si celebra la Giornata Internazionale dell’Istruzione, una ricorrenza che sottolinea il ruolo fondamentale dell’apprendimento nella promozione della pace, dello sviluppo personale e della sostenibilità sociale. L’istruzione è non solo un diritto, ma anche un’opportunità collettiva che richiede la collaborazione tra famiglie, scuole e comunità per guidare le nuove generazioni nella scoperta del mondo.

In questo contesto, l’Istituto G.A. Pischedda, membro delle Scuole Associate UNESCO (ASPnet), promuove un modello educativo aperto, inclusivo e rispettoso dell’ambiente, volto a garantire a ciascuno studente la possibilità di essere protagonista del proprio percorso formativo. L’istituto interpreta l’educazione come formazione di cittadini consapevoli, capaci di partecipare alla vita sociale attraverso relazioni basate sul dialogo, sul rispetto reciproco e sull’equità.

Il tema di quest’anno, “Il potere dei giovani nella co-creazione dell’istruzione”, invita a considerare le nuove generazioni non più come semplici destinatari di nozioni, ma come attori attivi della progettazione educativa. Valorizzare il contributo degli studenti consente alla scuola di evolversi in sintonia con i bisogni reali di chi la vive quotidianamente.

Questo processo di crescita trova origine nel contesto familiare, dove i gesti quotidiani trasmettono valori come empatia, curiosità e rispetto. Su queste basi si costruisce l’esperienza scolastica, concepita come spazio di scoperta in cui il talento individuale viene coltivato e la diversità riconosciuta come risorsa per la crescita collettiva.

L’istruzione contemporanea deve fornire strumenti per interpretare una realtà in continuo cambiamento. Oltre all’alfabetizzazione digitale, al pensiero critico e all’educazione civica, assume crescente importanza l’educazione emotiva: imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, rispettando quelle altrui, contribuisce a formare cittadini responsabili, empatici e resilienti, pronti ad affrontare le sfide globali.

Il successo di questo percorso dipende da un’alleanza tra scuola, famiglia e comunità. Pur rimanendo centrale il ruolo degli insegnanti, il sostegno dei contesti sociali e familiari è essenziale per sviluppare autonomia e fiducia. La Giornata Internazionale dell’Istruzione ricorda infine che i giovani hanno un ruolo decisivo nel cambiamento: attraverso una partecipazione attiva e consapevole, possono trasformare il diritto alla conoscenza in una realtà concreta, equa e duratura, diventando protagonisti di una società più giusta.

La biblioteca scolastica propone suggerimenti di lettura selezionati dalla propria collezione, privilegiando testi di approfondimento sui temi dell’istruzione e dell’educazione. Offre inoltre l’accesso alla biblioteca digitale Biblòh (https://bibloh.medialibrary.it/), che permette di esplorare ulteriori risorse e contenuti multimediali, ampliando le opportunità di riflessione, studio e arricchimento culturale.

 

Consigli di lettura:

  Dato al mondo di Lorenzo Braina.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Un figlio pone precise domande agli adulti chiamati alla sua educazione. Che tu sia una madre o un padre, un insegnante o qualunque altro educatore, queste domande non cambiano. Sono domande alle quali rispondiamo quotidianamente e nel tempo e sono queste risposte a raccontare che educatori siamo. Intorno a queste domande e alle storie di adulti impegnati nelle risposte l’autore del libro sviluppa la sua visione della cura educativa. Di ribelli, rose e grilli parlanti di Lorenzo Braina.

 

Di ribelli, rose e grilli parlanti di Lorenzo Braina.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Questo libro raccoglie storie di educatori che non si sono arresi davanti alle difficoltà. Donne e uomini che ancora popolano le nostre famiglie, le nostre scuole, le nostre palestre o ludoteche e che, contro ogni luogo comune e spesso anche contro ogni apparente logica, continuano a crederci, a non arrendersi, a investire ogni loro energia in educazione e, pertanto, nel futuro. Sono storie di resistenti e di riscatti, di padri e di madri, di figli e di figlie. Storie di vite cambiate grazie alla costante resistenza educativa di chi sa che l’educazione è il vero atto rivoluzionario del nostro tempo.

 

Bianca come il latte, rossa come il sangue di Alessandro D’ Avenia.

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino e vive in perfetta simbiosi con il suo iPod. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Così, quando arriva un nuovo supplente di storia e filosofia, lui si prepara ad accoglierlo con cinismo e palline inzuppate di saliva. Ma questo giovane insegnante è diverso: una luce gli brilla negli occhi quando spiega, quando sprona gli studenti a vivere intensamente, a cercare il proprio sogno. Leo sente in sé la forza di un leone, ma c’è un nemico che lo atterrisce: il bianco. Il bianco è l’assenza, tutto ciò che nella sua vita riguarda la privazione e la perdita è bianco. Il rosso invece è il colore dell’amore, della passione, del sangue; rosso è il colore dei capelli di Beatrice. Perché un sogno Leo ce l’ha e si chiama Beatrice, anche se lei ancora non lo sa. Leo ha anche una realtà, più vicina, e, come tutte le presenze vicine, più difficile da vedere: Silvia è la sua realtà affidabile e serena. Quando scopre che Beatrice è ammalata e che la malattia ha a che fare con quel bianco che tanto lo spaventa, Leo dovrà scavare a fondo dentro di sé, sanguinare e rinascere, per capire che i sogni non possono morire e trovare il coraggio di credere in qualcosa di più grande.

 

L’appello di Alessandro D’Avenia.

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

 E se l’appello non fosse un semplice elenco? Se pronunciare un nome significasse far esistere un po’ di più chi lo porta? Allora la risposta “presente!” conterrebbe il segreto per un’adesione coraggiosa alla vita. Questa è la scuola che Omero Romeo sogna. Quarantacinque anni, gli occhiali da sole sempre sul naso, Omero viene chiamato come supplente di Scienze in una classe che affronterà gli esami di maturità. Una classe-ghetto, in cui sono stati confinati i casi disperati della scuola. La sfida sembra impossibile per lui, che è diventato cieco e non sa se sarà mai più capace di insegnare, e forse persino di vivere. Non potendo vedere i volti degli alunni, inventa un nuovo modo di fare l’appello, convinto che per salvare il mondo occorra salvare ogni nome, anche se a portarlo sono una ragazza che nasconde una ferita inconfessabile, un rapper che vive in una casa-famiglia, un nerd che entra in contatto con gli altri solo da dietro uno schermo, una figlia abbandonata, un aspirante pugile che sogna di diventare come Rocky… Nessuno li vedeva, eppure il professore che non ci vede ce la fa. “L’appello” è un romanzo dirompente che, attingendo a forme letterarie e linguaggi diversi, racconta di una classe che da accozzaglia di strumenti isolati diventa un’orchestra diretta da un maestro cieco. Proprio lui, costretto ad accogliere le voci stonate del mondo, scoprirà che sono tutte legate da un unico respiro.

 

L’intelligenza del cuore di Patrizio Paoletti.

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Esiste un modo per raggiungere la pienezza e la felicità? Come possiamo capire ciò che vogliamo davvero? E come si può vivere in armonia con se stessi per raggiungere i propri obiettivi e realizzarsi sul piano individuale e sociale? Tutti noi ci poniamo queste domande, e tutti noi vorremmo trovare il modo di riuscire finalmente a decifrare quello che ci dicono il cuore e la mente. Quello che spesso ci dimentichiamo, però, è che la chiave per trovare le risposte che cerchiamo è l’ascolto attento di noi stessi e di ciò che proviamo nelle nostre giornate: anche se spesso ci sembrano indecifrabili, le emozioni sono il segreto per comprendere le nostre aspirazioni più intime e profonde, e rappresentano il ponte di contatto con l’esterno, ciò che ci permette di scoprire ed entrare in risonanza con la realtà in cui viviamo. Patrizio Paoletti – coach ed esperto di sviluppo personale ormai da anni considerato un punto di riferimento in Italia e all’estero nello studio delle emozioni e della realizzazione di sé – delinea in questo libro un percorso originale, ricco di esercizi ed esempi pratici, per comprendere se stessi e iniziare un nuovo cammino di vita. Le più recenti scoperte nel campo delle neuroscienze, infatti, hanno provato che proprio le emozioni danno forma alla nostra mente, e che lavorando su di esse è possibile dare una svolta alla propria esistenza. Perché, come ci ricorda l’autore, “quando cuore e mente danzano all’unisono scopriamo ciò che vogliamo davvero e come avanzare verso quella meta”.

 

Magister. La scuola la fanno i maestri, non i ministri di Ivano Dionigi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

La scuola non stampa moneta, non crea lavoro, non garantisce felicità, ma è il luogo in cui si forma la nostra coscienza linguistica, critica, storica, etica, politica. È alla scuola che spetta l’educazione dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze, che sono la bellezza, l’unità e la speranza del Paese. Smettiamola di credere che il mondo, come scriveva Eliot, sia «proprietà esclusiva dei vivi», senza trapassati, né posteri. Disegniamo, invece, il volto di una scuola inedita che recuperi i perché interrogativi, che insegni a cogliere la profondità e la relazione tra le cose, che consenta di scoprire il valore del passato e della memoria e al contempo di inventare il mai visto e l’inaudito. “Interrogare, intelligere, invenire”: queste, dunque, le tre ‘i’, i fondamenti su cui costruire la formazione. Per teste ben fatte piuttosto che teste ben piene, come auspicava Montaigne, si deve frequentare il pensiero dei classici, fondativo e al tempo stesso antagonista del presente. Si comprende allora il significato della frase di Manara Valgimigli: «La scuola la fanno i maestri, non i ministri». Per tanti ha significato cambiare le sorti della loro vita perché è solo nel rapporto tra maestro e allievi che si sprigiona il campo di energia dell’educazione. Un’utopia? Una necessità vitale. Possiamo bearci dei trionfi della tecnica, ma è necessario che l’interrogazione di Socrate riequilibri lo slancio di Prometeo.

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