Giornata Mondiale della Terra – mercoledì 22 aprile 2026

evento

22 Aprile 2026

“La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l’avidità di ogni uomo.” – Mahatma Gandhi

Cos'è

mercoledì 22 aprile 2026
Giornata Mondiale della Terra

“La Terra fornisce abbastanza per soddisfare i bisogni di ogni uomo, ma non l’avidità di ogni uomo.” – Mahatma Gandhi

La Giornata Mondiale della Terra è nata per rispondere a una crisi ambientale senza precedenti. Il 22 aprile 1970, milioni di persone scesero in piazza per protestare contro il disastro ecologico del 1969, quando una massiccia fuoriuscita di petrolio colpì Santa Barbara, in California.

Quell’evento rese evidente che i limiti della natura erano stati superati. Come sosteneva Gandhi, il pianeta è in grado di offrire quanto necessario al sostentamento di tutti, ma non può soddisfare l’avidità umana.

In quest’ottica, la scelta della sobrietà non viene interpretata come un insieme di rinunce, ma come la capacità di distinguere l’essenziale dal superfluo. È un gesto di cura che non si alimenta di retorica, ma si concretizza nelle piccole decisioni della vita quotidiana.

Oggi questa sfida ha assunto i contorni dell’urgenza. Il Mediterraneo, sempre più caldo, accumula un’energia che si scarica sulle coste con violenza distruttiva. In Sardegna, eventi climatici estremi (come il passaggio del ciclone Cleopatra o le recenti alluvioni in Ogliastra e nel Sud dell’isola) hanno mostrato la fragilità del territorio, dove la pioggia di un intero anno può cadere in pochi giorni. È la reazione di un mare che non riesce più a smaltire il calore in eccesso.

Eppure, nel contesto del disastro, la natura invia segnali simbolici. A Domus de Maria, la forza delle mareggiate ha riportato alla luce antiche tombe fenicie. Questa immagine suggerisce che la stessa forza che oggi spaventa è capace di restituire frammenti di storia, ricordando che l’essere umano non è il padrone assoluto della Terra, bensì un inquilino temporaneo.

Gli appelli formali non appaiono più sufficienti; si rende necessario un nuovo patto di rispetto con l’ambiente. La tecnologia può aiutare a riparare i danni solo se utilizzata con saggezza, privilegiando:

  • L’adozione di energie pulite.
  • Il ritorno a un’agricoltura sostenibile che permetta al suolo di respirare e assorbire l’acqua.
  • La cessazione dei conflitti, poiché la guerra avvelena l’aria e vanifica ogni sforzo ecologico attraverso lo spreco di risorse.

I resti archeologici riaffiorati dalla sabbia ricordano che la Terra non è un possesso. Il compito dell’umanità consiste nel gestire con cura ciò che ha ricevuto. Il futuro non può dipendere da un clima fuori controllo, ma dalle scelte pratiche compiute nel presente per vivere con maggiore intelligenza e rispetto.

La biblioteca mette a disposizione materiali di approfondimento: alcune letture sono disponibili in sede, mentre altre risorse e contenuti multimediali possono essere consultati online attraverso il catalogo digitale Biblòh https://bibloh.medialibrary.it/ Consigli d lettura:

Il clima che cambia di Luca Mercalli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Mai come oggi l’atmosfera terrestre, gli oceani e i continenti sono stati tanto sorvegliati dal punto di vista meteorologico e ambientale, e ogni anno la comunità scientifica internazionale produce migliaia di ricerche che confermano la portata epocale dei danni inflitti dalle attività umane al sistema-Terra. Non conosciamo tutto di come funziona il clima terrestre, ma ormai da anni ne sappiamo abbastanza per comprendere la gravità della situazione, il rischio di collasso degli ecosistemi da cui dipendiamo e l’urgenza di intervenire con azioni efficaci. A cosa servirebbero, infatti, secoli di avanzamento della conoscenza, se poi restassimo impreparati di fronte alla più grande sfida della storia umana, pur avendola prevista con decenni di anticipo? Luca Mercalli, ricercatore e divulgatore scientifico che da anni racconta agli italiani la meteorologia e l’attualità climatica e ambientale, ci aiuta a orientarci con questo libro, pubblicato per la prima volta nel 2009, e ora completamente revisionato alla luce dei molteplici aggiornamenti dal mondo della ricerca e dei negoziati internazionali. Dalla storia di chi ha scoperto il riscaldamento globale, alla fusione dei ghiacciai alpini, fino a ciò che possiamo fare nella vita quotidiana per alleggerire il nostro contributo climalterante, una base di informazione per costruire la consapevolezza necessaria a quel “salto evolutivo” che (se riusciremo a fare) permetterà alle prossime generazioni di vivere ancora dignitosamente su questo pianeta.

 

 

Possiamo salvare il mondo, prima di cena di Jonathan Safran Foer

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l’umanità andrà incontro al rischio dell’estinzione di massa. Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire. Il problema è che l’emergenza ambientale non è una storia facile da raccontare e, soprattutto, non è una buona storia: non spaventa, non affascina, non coinvolge abbastanza da indurci a cambiare la nostra vita. Per questo rimaniamo indifferenti, o paralizzati: la stessa reazione che suscitò Jan Karski, il «testimone inascoltato», quando cercò di svelare l’orrore dell’Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, veniva chiesto ai cittadini di contribuire allo sforzo bellico: ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio, quando in gioco c’è la nostra sopravvivenza, o la sopravvivenza dei nostri figli?

E quali sono le rinunce necessarie, adesso, per salvare un mondo ormai trasformato in una immensa fattoria a cielo aperto?

Nel suo nuovo libro, Jonathan Safran Foer introduce tutte le sue risorse di scrittore per raccontare, con straordinario impatto emotivo, la crisi climatica che è anche «crisi della nostra capacità di credere», mescolando in modo originalissimo storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici rigorosi e suggestioni futuristiche. Un libro unico, che parte dalla volontà di «convincere degli sconosciuti a fare qualcosa» e termina con un messaggio rivolto ai figli, ai quali ciascun genitore – non solo a parole, ma con le proprie scelte – spera di riuscire a insegnare «la differenza tra correre verso la morte, correre per sfuggire alla morte e correre verso la vita».

 

 

Meraviglie di un mare ferito di Giuseppe Norbatolo di Sciara

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Quale speranza abbiamo che le ferite del Mediterraneo possano un giorno rimarginarsi? Siamo o non siamo noi umani capaci di decidere il futuro del nostro mare e, di conseguenza, il nostro stesso futuro?»

Un diario di bordo, un saggio rigoroso, un inno alla bellezza del mare: un appello che non possiamo più ignorare.

Il Mediterraneo è la culla della nostra civiltà. Se i Romani lo chiamavano “mare nostro”, più tardi è diventato il “mare di mezzo” tra due culture. Solcato da dèi ed eroi, decantato da poeti e scrittori, teatro di guerre sanguinose, attraversato da rotte mercantili, turistiche e migratorie, è ancora oggi argomento centrale dei nostri discorsi, protagonista dell’attualità.

Non altrettanto si può dire dei suoi abitanti più antichi: capodogli, balenottere, delfini, foche e squali, fra gli altri. Una popolazione variegata quanto fragile, minacciata dalle intense attività dell’uomo che con tanta violenza hanno turbato il delicato equilibrio naturale del mare.

Meraviglie di un mare ferito narra un viaggio ideale in barca a vela, da Venezia alla Croazia, da Rodi ad Alessandria d’Egitto, da Lampedusa alla Spagna, che compone un mosaico di episodi e incontri realmente accaduti all’autore in mezzo secolo di navigazioni – scientifiche e militanti – per la ricerca e la conservazione.

Un inno alla bellezza che si trasforma in un appello per tutti noi. Perché se assistere al progressivo degrado del Mediterraneo suscita un senso di sdegno e ribellione, conoscerne la straordinaria ricchezza può contribuire a far crescere un impegno collettivo per assicurare un futuro in cui tutti i suoi abitanti, anche non umani, possano prosperare.

 

L’età della resilienza di Jeremy Rifkin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

I virus prendono il sopravvento, il clima si riscalda e la Terra si sta rinaturalizzando. Abbiamo a lungo pensato di poter costringere il mondo naturale a adattarsi alla nostra specie e ora siamo costretti a adattarci noi a un mondo naturale imprevedibile. Questo mette in discussione la concezione del mondo a cui siamo da tempo affezionati. E, di fronte al caos che si sta dispiegando intorno a noi, ci ritroviamo senza una valida strategia. Il noto teorico dell’economia e della società Jeremy Rifkin ci invita quindi a un radicale ripensamento della concezione del tempo e dello spazio. Perché, come osserva in questo libro, l’Età del Progresso, un tempo considerata sacrosanta, è ormai al tramonto, mentre una nuova e potente narrazione è in ascesa: l’Età della Resilienza. Durante l’Età del Progresso la regola aurea era l’efficienza, che ci imprigionava nell’incessante sforzo di ottimizzare l’espropriazione, la mercificazione e il consumo dei doni della Terra, con l’obiettivo di accrescere l’opulenza della società umana, ma al prezzo del depauperamento della natura. Nella nuova era, invece, l’efficienza sta cedendo il passo all’adattività portando con sé profondi cambiamenti nell’economia e nella società. La generazione più giovane, a sua volta, si sta riorientando dalla crescita alla prosperità, dal capitale finanziario al capitale ecologico, dalla produttività alla rigeneratività, dal prodotto interno lordo agli indicatori della qualità della vita, dall’iperconsumo all’ecogestione, dalla globalizzazione alla glocalizzazione, dalla geopolitica alla politica della biosfera, dalla sovranità dello Stato-nazione alla governance bioregionale e dalla democrazia rappresentativa alle assemblee di cittadini. In un momento in cui la famiglia umana guarda con angoscia al futuro, Rifkin ci apre una finestra su un nuovo e promettente mondo e su un futuro radicalmente diverso che può offrirci una seconda opportunità di prosperare sulla Terra.

 

 

Il sussurro del mondo di Richard Powers

 

 

 

 

 

 

 

 

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«Un romanzo dalla costruzione geniale, rigoglioso e ramificato come gli alberi di cui racconta: la meraviglia della loro interazione evoca quella degli uomini che vi vivono accanto.» – Dalla motivazione della giuria del Pulitzer

Patricia Westerford – “Patty-la-Pianta” – comincia a parlare all’età di tre anni. Quando finalmente le parole iniziano a fluire, assomigliano piuttosto a un farfugliare incomprensibile. L’unico che sembra capire il mondo di Patricia, sin da piccola

innamorata di qualsiasi cosa avesse dei ramoscelli, è suo padre – “la sua aria e la sua acqua” – che la porta con sé nei viaggi attraverso i boschi e le foreste d’America, a scoprire la misteriosa e stupefacente varietà di alberi. Cresciuta, dottorata ribelle in botanica, Patty-la-Pianta fa una scoperta sensazionale che potrebbe rappresentare l’alfa e l’omega della natura, il disvelamento del mistero del mondo: il compimento di una vita spesa ad ascoltare e guardare gli alberi, sin dalla nascita. Ma in realtà questo è solo l’inizio. Intorno a Patty-la-Pianta si intrecciano i destini di nove indimenticabili personaggi che a poco a poco convergono in California dove una sequoia gigante rischia di essere abbattuta da uomini sordi e ciechi. Il sussurro del mondo è un’opera immensa, un appassionato atto di resistenza e impegno, un inno d’amore alla letteratura, al potere delle storie, alla grandiosità della natura.

 

 

L’universo su misura di Filippo Bonaventura -Lorenzo Colombo-Matteo Miluzio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Disponibile in biblioteca

Avete mai pensato a quante coincidenze sono necessarie per consentirci di esistere? L’universo si estende per 360 milioni di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di chilometri cubici e, per quanto ne sappiamo, l’unico luogo in cui possiamo sopravvivere è proprio la Terra. Il cosmo però è tutt’altro che ostile alla vita, anzi! Passando in rassegna i suoi ingredienti fondamentali (spaziotempo, particelle, interazioni eccetera) scopriamo che sembrano “dosati” in modo straordinariamente preciso per consentire la nostra esistenza. Dopo “Se tutte le stelle venissero giù”, disponibile in BUR, i tre giovani astrofisici che gestiscono la pagina Facebook “Chi ha paura del buio?” ci accompagnano alla scoperta del nostro vastissimo e meraviglioso universo.

Destinatari

tutti

Costi

Evento Gratuito

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