
21 marzo: Giornata Mondiale della Poesia.
25 marzo: Dantedì, giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri.

“La poesia non è stata scritta per essere analizzata. Deve ispirarci al di là della ragione, deve commuoverci al di là della comprensione.” (Nicholas Sparks)
“Incontro di Voci” video
Spesso la poesia viene vista come un oggetto polveroso, utile solo a ottenere un buon voto. Per Giacomo Leopardi, invece, rappresenta l’unico modo per esprimere la complessità dei sentimenti. Attraverso le parole, egli trasforma il dolore, lo smarrimento e le gioie improvvise in qualcosa di comprensibile, dando forma al caos interiore e rendendo chiari segnali che altrimenti resterebbero difficili da decifrare.
Il 21 marzo non segna soltanto l’inizio della primavera. Dal 1999, l’UNESCO ha scelto questa data per celebrare la Giornata Mondiale della Poesia, ricordando come le parole siano soprattutto uno strumento di libertà. Proprio come la natura si risveglia dal gelo, chi legge o scrive può ritrovare nuova vitalità dentro di sé. In un mondo che corre troppo, fermarsi non è un lusso, ma un gesto necessario per conservare la propria identità.
La poesia aiuta a ritrovare equilibrio e a restare profondamente sensibili. Di fronte alla crudeltà delle notizie — dai conflitti in Medio Oriente alla tragedia della discoteca di Crans-Montana, dove i sogni di tanti giovani si sono spezzati in un istante — essa smette di essere un semplice esercizio scolastico. Diventa invece un modo per continuare a sentire, per non chiudere il cuore davanti all’orrore, e per mantenere viva la capacità di provare compassione, ricordando che dietro ogni numero, dietro ogni statistica, c’è sempre una persona che soffre, spera e merita di essere vista e ascoltata.
Questo legame con l’essere umano trova una delle sue espressioni più intense in Dante Alighieri. Non è un caso che il 25 marzo si celebri il Dantedì, la giornata nazionale dedicata al Sommo Poeta: secondo la tradizione, in questo giorno avrebbe avuto inizio il viaggio della Divina Commedia. Un percorso nato dallo smarrimento in una “selva oscura”, che ricorda come la poesia sia da sempre il mezzo attraverso cui l’uomo affronta l’inferno del proprio tempo, cercando, con ostinata speranza, una luce in fondo al tunnel.
Dante non è un ideale lontano, ma un uomo con paure e speranze, che aveva perso tutto: la casa, gli amici, ogni certezza. Eppure, egli scelse di trasformare quell’esilio in una rivoluzione, usando il volgare — la lingua viva della gente — per tracciare una vera mappa dell’esistenza:
- L’Inferno non è solo un luogo, ma quel momento della vita in cui ci si sente smarriti e schiacciati dalle proprie paure.
- Il Purgatorio rappresenta la fatica della risalita, il coraggio ferito di chi decide, nonostante tutto, di rimettersi in gioco.
- Il Paradiso è la luce ritrovata, la capacità di scorgere, anche attraverso il dolore, l’energia vitale chiamata “Amor”.
Unire la Giornata della Poesia e il Dantedì significa riconoscere che la parola è un dono prezioso, un ponte verso il futuro. Come suggerisce la poetessa Mariangela Gualtieri nel suo componimento Nove marzo duemilaventi, esiste un patto silenzioso che impone di “non restare muti” di fronte alla bellezza e al dolore. La poesia è rifugio e bussola, ci accompagna dall’oscurità fino a farci rivedere le stelle.
Si propongono alcuni consigli di lettura basati sui volumi presenti nella biblioteca scolastica. Come di consueto, si invita anche a consultare la biblioteca digitale Biblòh, che offre una vasta selezione di risorse adatte a ogni interesse.
Per accedervi, è sufficiente cliccare sul seguente link: https://bibloh.medialibrary.it/
Consigli di lettura:
Rimembri Ancora di Paolo Di Paolo

Disponibile in biblioteca
La nebbia agl’irti colli… E poi? Come faceva? È raro tornare da adulti alle poesie incontrate da studenti. Eppure, sarebbe bello scoprire come risuonano in noi. E accorgersi che la vita le ha rese più leggibili, più emozionanti, più preziose. Nel bagaglio delle conoscenze scolastiche, insieme alle tabelline, al teo rema di Pitagora, alla fotosintesi clorofilliana, rientrano anche molte poesie. C’è perfino chi, nel tempo, le ha imparate a memoria. Da «Silvia, rimembri ancora» di Leopardi a «La pioggia nel pineto» di D’An nunzio, dalle «stelle cadenti» di Pascoli al «male di vivere» di Montale, può capitare di ritrovarsi qualche verso sulle labbra, all’improvviso. Sembra che voglia dirci ancora qualcosa. Ma cosa? Paolo Di Paolo ci offre un’occasione per leggere in modo nuovo e sorprendente le poesie studiate a scuola. Toglie un po’ di polvere e le libera dai luoghi comuni, rimette in rapporto scrittura e vita. Seguendo piste imprevedibili, riscopre «Dei Sepolcri» come un canto carico di tenerezza e rilegge «Il cinque maggio» come un edito riale in versi. Accosta autori contemporanei come Ray Bradbury a Carducci o Yasmina Reza a Manzoni, ripensa i versi secchi di Ungaretti all’ombra delle guerre odierne. E mette in gioco anche sé stesso, la sua storia di studente, di aspirante scrittore: un romanzo mai scritto su Gozzano; le telefonate e gli in contri con i grandi del secondo ‘900, Luzi, Zanzotto, Sanguineti, Spaziani… Dimostra così che l’espe rienza può riempire di senso quei versi lontani e completarli nel tempo, fra amori, ferite, desideri, sogni.
Milk And Honey di Rupi Kaur

Disponibile in biblioteca
Dolore, amore, abbandono, guarigione; questi i temi di cui parla Rupi Kaur in milk and honey. Molto più di una raccolta di prose e poesie, questo libro è una bibbia della femminilità, un universo in cui perdersi, una fonte di gioia e di emozioni profonde. milk and honey è uno strumento per affrontare, tramite la poesia, un viaggio attraverso i momenti più difficili della vita, perché «il bene è dappertutto, devi solo essere disposto a vederlo». Dure e commoventi, leggere e sconcertanti, le parole di Rupi Kaur, accompagnate dai suoi disegni, toccano profondamente il cuore di tutti coloro che cercano consolazione e coraggio nella forza della poesia. E della sincerità.
Ci siamo fatti mare di Gio Evan

Disponibile in biblioteca
Dicono non sia più tempo di poesia gli uomini hanno smesso di guardarsi negli occhi si sfuggono via veloci, inciampano, si ingarbugliano, si urtano e non si chiedono più scusa hanno la testa bassa gli uomini, adesso, come se nelle scarpe ci fosse un tesoro da proteggere un’oasi da salvaguardare o forse è che in alto c’è una paura difficile da affrontare dicono non sia più tempo di poesia la tenerezza è appassita per colpa di qualche inverno di troppo, primavere con le ossa troppo deboli tramonti visti di sfuggita albe rare boschi bruciati palazzi inaugurati metropolitane pienissime dicono non sia più tempo di poesia che siamo destinati a destini estinti a non baciarci più con gli sguardi e a lasciare la presa della vita ma tu su un angolino di questo piccolo libro ancora ti riempi di versi ancora baci con gli occhi ancora resisti.
Vai All’ Inferno Dante di Luigi Garlando

Disponibile in biblioteca
A Firenze c’è una sontuosa villa cinquecentesca, la Gagliarda. È lì che vive Vasco, quattordici anni, un bullo impenitente abituato a maltrattare professori, compagni e famigliari. A scuola Vasco fa pena, in compenso è imbattibile a Fortnite e progetta di diventare un gamer professionista. Finché un giorno viene battuto da un avversario che si fa chiamare Dante e indossa il classico copricapo del Poeta. Ma chi è? E perché parla in versi? Appena può, Vasco torna in postazione e cerca la rivincita, senza sapere che la più esaltante sfida della sua vita è appena cominciata. Luigi Garlando dà vita a un romanzo pirotecnico, dove, a colpi di endecasillabi e Battaglie Reali, un adolescente di oggi dovrà vedersela con il più illustre e scatenato dei maestri: Dante Alighieri
A Riveder Le Stelle di Aldo Cazzullo

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Dante è il poeta che inventò l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua; ci ha dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese: il «bel Paese» dove si dice «sì». Una terra unita dalla cultura e dalla bellezza, destinata a un ruolo universale: perché raccoglie l’eredità dell’Impero Romano e del mondo classico; ed è la culla della cristianità e dell’umanesimo. L’Italia non nasce da una guerra o dalla diplomazia; nasce dai versi di Dante. Non solo. Dante è il poeta delle donne. È solo grazie alla donna – scrive – se la specie umana supera qualsiasi cosa contenuta nel cerchio della luna, vale a dire sulla Terra. La donna è il capolavoro di Dio, la meraviglia del creato, e Beatrice, la donna amata, per Dante è la meraviglia delle meraviglie. Sarà lei a condurlo alla salvezza. Ma il poeta ha parole straordinarie anche per le donne infelicemente innamorate, e per le vite spente dalla violenza degli uomini: come quella di Francesca da Rimini. Aldo Cazzullo ha scritto il romanzo della Divina Commedia. Ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno. Gli incontri più noti, da Ulisse al conte Ugolino. E i tanti personaggi maledetti ma grandiosi che abbiamo dimenticato: la fierezza di Farinata degli Uberti, la bestialità di Vanni Fucci, la saggezza di Brunetto Latini, la malvagità di Filippo Argenti. Nello stesso tempo, Cazzullo racconta – con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità – l’altro viaggio di Dante: quello in Italia. Nella Divina Commedia sono descritti il lago di Garda, Scilla e Cariddi, le terre perdute dell’Istria e della Dalmazia, l’Arsenale di Venezia, le acque di Mantova, la «fortunata terra di Puglia», la bellezza e gli scandali di Roma, Genova, Firenze e delle altre città toscane. Dante è severo con i compatrioti. Denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai, e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma nello stesso tempo esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie; sino a «riveder le stelle». Un libro sul più grande poeta nella storia dell’umanità, a settecento anni dalla sua morte, e sulla nascita della nostra identità nazionale; per essere consapevoli di chi siamo e di quanto valiamo.
La Divina Commedia Di Dante di Seymour Chwast

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La lista di artisti che hanno tentato di interpretare il poema dantesco è lunga e piena di nomi importanti, ma Seymour Cwast ne ha realizzato una delle versioni più divertenti e spiazzanti. Impermeabile, cappello, occhiali da sole e pipa, Dante assomiglia più a un detective di Raymond Chandler che al divin poeta. Al suo fianco Virgilio, in completo nero e bombetta, e Beatrice, con un caschetto biondo platino. Sul loro cammino incontrano, come è noto, moltitudini di peccatori e santi tra punizioni orribili e indescrivibili piaceri. Con soluzioni inedite e inventive illustrazioni, Seymour Chwast ci offre una Divina Commedia ironica e alo stesso tempo fedele al testo.
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